L’atelier Battistoni: l’eleganza senza tempo che ha inaugurato lo storico stile di via Condotti

Il nostro viaggio tra le boutique più esclusive di Roma inizia con un marchio storico: si tratta di Battistoni, nato nel 1946 come bottega del camiciaio in Via Condotti. L’indirizzo è invariato, ma nel tempo il nome è diventato simbolo di stile made in Italy sia per l’uomo che per la donna. Oltre al celebre negozio di Roma, Battistoni ha aperto due flagship store, uno nella celebre Rodeo Drive di Los Angeles, accanto alle boutique più lussuose del mondo, l'altro al 17 di Queen Street nell'elegantissima Londra.

La storia

Un giorno del 1946, nei frenetici mesi dopo la seconda guerra mondiale, in un silenzioso cortile del 61A di via Condotti, un allora quasi sconosciuto Guglielmo Battistoni aprì la sua bottega di camiceria su misura. Da subito il negozio si distinse per l'attenzione quasi maniacale per i dettagli e da allora il nome Battistoni è sempre stato associato all'estrema eleganza e all'artigianalità italiana di alta gamma, inaugurando uno standard di alta sartoria internazionale e allo stesso tempo esclusiva. Il negozio è stato progettato da Minciaroni e Mariani, in uno stile di linee e arredi senza tempo. Poco dopo, Guglielmo fece di quel primo negozio – e di un secondo aperto più tardi nelle vicinanze – il punto di riferimento dell'alta sartoria per l'uomo. Da quel momento in poi, quel piccolo atelier era destinato a diventare un club esclusivo per i monarchi del passato e del presente, per i magnati dell'industria e della finanza, per aristocratici, attori leggendari, artisti. Non ci si sbaglia quando si afferma che Guglielmo Battistoni è stato l'"inventore" di Via Condotti.

Fin dagli inizi, diversi pittori hanno collaborato spontaneamente per decorare il negozio e le stanze dello storico flagship store di Via Condotti con le loro foto, disegni, incisioni e ceramiche. Schifano, Guttuso, Afro, Gentilini, Savelli, Fougeron, Del Fabretto, Scordia, Quaglia, Cagli, Leoncillo, Fini, Lepri, Picasso, Modigliani, Capogrossi, Guzzi, Cocteau, Matta e molti altri artisti erano tutti amici di Battistoni, che ospita tutt'ora alcune delle loro opere. Questa passione è confermata dalla Fondazione Guglielmo Battistoni, creata da Gianni e sua sorella Simonetta, per sostenere giovani artisti scelti da una giuria internazionale; un'attenzione per l'arte ereditata dal fondatore della bottega che ha disegnato camicie tanto da farsi strada all'Accademia di Belle Arti di Roma. Ma Guglielmo ha sempre preferito concentrarsi sull'essere un maestro di alta sartoria piuttosto che perseguire la sua vocazione artistica: quanto azzeccata fosse questa decisione, il tempo lo ha ben raccontato.

Mentre tutto il mondo apprezzava la perfezione con cui Battistoni realizzava i colletti delle maglie e delle camicie (l'inimitabile orlo cucito a rovescio), molti artisti, scrittori e attori hanno iniziato a frequentare l'atelier, fino a diventare "parte" integrante della storia di questo luogo magico: i coniugi Chaplin, John Steinbeck, Humphrey Bogart, Franco Gentilini e la sua cerchia di amici.

Da Trinità dei Monti scendendo per la scalinata spagnola fino al cuore della città, come un fiume che tocca Piazza di Spagna e scorre lungo Via Condotti, ecco il Caffè Greco, i negozi degli artigiani dell'argento, poi Palazzo Torlonia, e il negozio di libri antichi dei Fratelli Alinari. Ed è qui, di fronte agli acquari nella limpida fontana del cortile e vicino alle opere d'arte uniche che adornano l'atelier Battistoni, che arrivano principi e regine, artisti, magnati, nobili aristrocratici, attori leggendari, scrittori, poeti, celebrità e l'intero Beau Monde! Uno dopo l'altro, il più affascinante (Kirk Douglas?) Insieme al più timido (Ben Kingsley?), Tutti ugualmente trattati da Guglielmo Battistoni con quella spontaneità e franchezza che mette un vero romano perfettamente a suo agio di fronte a un capo di stato o a un contadino. La lista sarebbe infinita: Luchino Visconti e John Ford, Gianni Agnelli e John Rockefeller, Alberto Moravia e Michelangelo Antonioni, Curzio Malaparte e Jean Cocteau, Tyrone Power e Vittorio De Sica, Ingrid Bergman e Audrey Hepburn, Josephine Baker e Anna Magnani, Jean Guerrand Hermes e Karl Lagerfeld, Dado Ruspoli, i Principi Torlonia, i Principi Orsini. Oggi queste storie, a volte narrate dai vecchi impiegati e dal signor Battistoni, sono silenziosamente riflesse nelle pareti e negli specchi e permeano l'attuale negozio di Battistoni con le suggestioni di una storia ricca prestigio.

Ogni singolo completo di Battistoni è il risultato di una conoscenza artigianale profondissima e di un'accurata lavorazione sartoriale. Anche il minimo dettaglio è studiato con cura per soddisfare le esigenze individuali dei clienti, rendendoli protagonisti di un'esperienza indimenticabile attraverso la creazione di un capo unico.

I clienti sono accompagnati in ogni fase del processo di creazione artigianale, dalla scelta del del filato, al taglio della giacca e dei pantaloni, alla selezione di bottoni e fodere per la produzione del capo finito. Il sarto prende le misure del cliente e crea un modello di carta esclusivo che verrà utilizzato per il taglio. L'abito è completamente fatta a mano: un tessuto di lana e lino viene utilizzato per gli interni della giacca, insieme a crine di cavallo. Questo trattamento garantisce una vestibilità perfetta, senza rinunciare a leggerezza e comfort.

http://www.battistoni.com/

 

 

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