Moda e lusso. Le nuove tendenze digital

Moda e lusso digitale. Quali saranno le prossime e dirompenti tendenze?

Lo scopriamo con la ricerca “Point of view” di Accenture (una delle aziende leader al mondo nel settore della consulenza e dei servizi di outsourcing), che ha analizzato quali sono i trend principali che coinvolgeranno il settore della moda e del lusso da qui al 2020.

“I trend principali sono tre – spiega Francesca Romana Saule, senior manager di Accenture Strategy e autrice della ricerca -: un web sempre più persuasivo, il dovere di soddisfare le aspettative del cliente e la progressiva personalizzazione di prodotti e servizi. La connessione permanente e la digitalizzazione dei luoghi d’acquisto e prodotti porterà le aziende a conoscere sempre meglio le abitudini dei clienti, online e offline, aumentando anche le diverse profittabilità delle diverse fasce di consumo”.

Da questa ricerca si deduce che non sarà più solo necessario per i brandi di moda e lusso essere online, ma vincerà chi sfrutterà le tecnologie per evolversi. E questo non solo in termini di e-commerce e multi canalità, ma anche in termini di modelli di business.

La centralità del cliente è diventata una questione fondamentale per i brand di moda e lusso. Il consumatore ormai si aspetta di ricevere sempre di più offerte personalizzate in base alle proprie esigenze. Ma la cosa fondamentale è che i loro desideri vengano esauditi in un istante: non si aspetteranno più giorni per ricevere un pacco e la tracciabilità dello stesso non sarà più così complicata (un po’ sul modello di Amazon). La personalizzazione andando avanti porterà sempre di più i brand di moda e lusso a declinare le proprie offerte in base ai consumatori, anche attraverso partnership con altri brand per intercettare nicchie specifiche ( vedi l’ultima capsule collection lanciata da H&M in collaborazione con Kenzo). Infine, l’applicazione del CRM (Customer Relationship Management) avverrà prima, durante e dopo la vendita per garantire un servizio efficiente.

L’attenzione dei brand non si deve concentrare solo sull’ esperienza che il consumatore fa online ma deve riguardare anche il negozio fisico. Le tecnologie devono essere un modo per diminuire quella barriera invisibile che si è creata ormai negli anni tra consumatore e brand: “ In alcune boutiques, Dior offre i Dior Eyes, un dispositivo di realtà virtuale con cui il cliente può vedere in prima persona e in negozio il lavoro dell’artigiano sui prodotti, senza che un commesso glielo racconti”.

In questa ricerca sono stati evidenziati tre modelli di presenza dei brand del lusso e della moda sul digitale: « il “go digital” – spiega Saule – che comporta per esempio portare nuove tecnologie nella propria rete di vendita; il “be digital” che significa digitalizzare i processi aziendali, per esempio con tecnologie di etichettatura rfid; infine, “be disruptive”, cioè cambiare il proprio modello di business grazie al digitale, aprendosi anche alla forza innovativa delle start up ».

Al momento secondo questa ricerca, i brand più convinti ad adattarsi a questo nuovo cambiamento appartengono al mondo dello sportswear e al mondo del fast fashion. Le imprese italiane, essendo piccole e spesso a conduzione familiare, un po’ per cultura ma un po’ per timore, sono più prudenti.

di Diletta Di Bernardini

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